sabato 18 luglio 2020

"E' legge!"

“Qualsiasi sciocco può formulare una regola, e qualsiasi sciocco la osserverà.”

(Henry David Thoreau)


Collage in carta da riviste, Blue Nuvola 2020

La mentalità della gente mi mette in una enorme tristezza.
Mi opprime.
Mi deprime.
Entro in un negozio senza la mascherina e tutte le commesse, tutte le persone accanto alle casse subito a gridarmi come se fossi una delinquente.
Se mi avessero vista uccidere qualcuno non mi avrebbero attaccata in modo così feroce.
"SIGNORA, E' LEGGE!!!"
Esco.
Fare la spesa diventa una battaglia troppo impegnativa per me.
Preferisco non mangiare.
Sento solo stanchezza.
Mi soffoca questa realtà. Non respiro.
La gente vive in paura.
Paura della propria ombra.
E non ragiona più.
Si lascia guidare da "leggi" che non sono leggi.

Ho il cuore che piange.
Ma non per loro.
Piange per me stessa.
Per tutte le belle persone che ho incontrato qui e che mi hanno accolto con il cuore aperto.
Per il mio sogno che ho custodito con tanto amore in tutti questi anni.
Per questo Paese.
Per la lingua.
Per la cultura.
Ora è a pezzi.
E non so come trovare l'oro per rimetterli insieme.

Non è legge, quella della mascherina.
E' manipolazione.

Blue Nuvola

mercoledì 3 giugno 2020

"Come stai?"

"Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande,
di mettere in discussione l'autorità, i luoghi comuni, i dogmi.
Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro.
Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai."

(Bertrand Russell)

Collage in carta da riviste, Blue Nuvola 2020

“Come stai?”
L’innocua domanda di Francesca oggi ha fatto esplodere la mia testa e mentre stavo facendo la solita camminata di sera rispondevo tra me e me.
Sto bene, niente male, non mi lamento, sto meglio...

Invece no, non sto. SONO:
* infuriata – per come ci tolgono la libertà e nessuno protesta
* placata – appena prendo le forbici e comincio a tagliare carta facendo collage
* felice – quando cammino tra gli alberi
* affascinata - di come posso godere ogni giorno la primavera in un piccolo spazio verde tra i palazzi
* triste – sapere che c’è gente che non ha niente da mangiare e io non posso aiutarla
* grata – ai “Semi Liberi” che mi fanno la consegna di frutta e verdura biologica
* scombussolata – dalle scelte da fare, le soluzioni da trovare, nel poco tempo che ho
* arrabbiata – quando la gente non ragiona con la propria testa
* incredula – di quanto possa essere imbecille e infantile il mondo
* leggera – quando sento il canto degli uccelli la mattina presto
* libera – di creare e sognare, alla grande
* addolorata – da come ci chiudiamo gli occhi alle cose importanti
* responsabile – del mio modo di ragionare e delle mie azioni
* rilassata – dal silenzio in cui era avvolta la città negli ultimi mesi
* sofferente – per quello che sta succedendo in Siria e altrove mentre il mondo mette mascherine per nascondersi dai veri problemi
* gioiosa – quando respiro il profumo del tiglio
* cosciente – della mia ribellione
* riconoscente – a tutte le persone che mi aiutano, soprattutto qui, in Italia
* idealista – di voler ancora cambiare il mondo
* allegra – quando guardo il cielo
* paziente (senza successo) – con le mie coinquiline che vivono come se fossero sole nel mondo, da consumatrici perfette
* impaziente – di trovare un paese abbandonato dove creare un orto-giardino-libreria
* sognante – di avere una casa
* fiduciosa – di poter ancora realizzare i miei sogni
* preoccupata – dei miei genitori
* serena – che stanno ancora bene
* pessimista – di come il mondo non impara
* ottimista – che c’è sempre qualcosa di peggio, scherzo, che domani è un altro giorno
* esasperata – che ci possa essere una vera scossa nella mente della gente
* disobbediente – andando contro decreti e controvento
* folle – negli occhi degli altri
* lucida – nella mia follia
* ostile – nel cercare la mia verità
* resistente – alla vita
* verde la mattina, rossa a mezzogiorno, gialla in pomeriggio, blu la sera, rosa-viola la notte, arancione, nera, bianca, ocra, marrone, azzurra...

Sono un arcobaleno di sensazioni, un labirinto di dubbi, una tempesta di emozioni, un vulcano di pensieri, una esplosione di umori, un mare di desideri e paure, un oceano di speranza, un groviglio di idee.
Sono tutto questo migliaia di volte al giorno e trovare l’equilibrio è una questione di... giardinaggio.

Blue Nuvola


venerdì 24 aprile 2020

La vita che voglio, tra Arte e Natura

“Se uno avanza fiducioso in direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la propria vita come l’ha immaginata, incontrerà un successo inatteso in situazioni normali.”

(Henri David Thoreau)


Kräuterschlössl, Coldrano, 2013

Qualche anno fa sono stata in una fattoria biologica in Val Venosta, al Castelletto delle Erbe, per fare wwoof-ing. Raccoglievo fiori di calendula, fiordaliso, malva, iperico, petali di monarda, circondata dalle api, coccolata dai profumi e dal venticello. Ero strafelice e pensavo a quanto fosse bello potermi creare anche io una simile realtà. E vivere in piena natura.
Ho pianto tornando in ufficio dopo quella vacanza. Mi sono messa al desktop la foto del giardino per poter continuare a sognare. Mentre i miei colleghi mi guardavano stupiti e non capivano come ho potuto "sprecare" tempo per passare le mie ferie... lavorando.

Sono passati sette anni da allora, e io non smetto di sognare. Di immaginarmi in mezzo a un giardino.
Col tempo il mio sogno si è soltanto arricchito e affermato, è diventato più solido. Ho scoperto anche altri mondi così, e ho continuato a lottare con le mie paure, a insistere con la voglia di tornare a vivere come nella mia infanzia.

Sono cresciuta in campagna, nel paese dei miei nonni. Sono cresciuta con il sapore delle verdure e della frutta coltivata da noi, con i profumi delle peonie nel giardino a maggio, con la dolcezza delle angurie ad agosto, con l’odore delle marmellate cotte fuori, al fuoco di legna, con il colore del vino novello di mio nonno a novembre, con la tenerezza dei primi bucanevi a gennaio...
Ho sempre avuto le tasche piene di semi – ovunque andavo raccoglievo semi. Adoravo seminare, vivere con l’attesa di quella piccola punta di foglia che si faceva vedere dalla terra. Adoravo baciare quelle prime foglie per la gioia che mi regalavano. E per la libertà che vi era, tra tanti boccioli e semine.
Amavo andare in montagna. Scoprire le fioriture selvatiche. Raccogliere erbe e fare tisane.
Adoravo le favole che mi raccontavano i miei nonni. A volte inventate, in rima. A volte con fine diversa. Amavo disegnare. Creare cartoline con carta e matite. Fare sorprese. Ricamare. Decorare la casa per le feste. Scrivere. Leggere. Spingere la mia creatività al di là di ciò che c'era alla scuola. Guardare "al di là delle nuvole".

Poi la mia vita si è fatta tra altre scelte e altre realtà, in grandi città, uffici, aerei e alberghi, lavoro di giorno e notte, senza riposo, senza sabato e domenica, in servizio agli altri. Un lavoro duro per realizzare i sogni altrui. Finché un giorno una sola frase del capo dell’azienda mi ha fatto svegliare. Un colpo di fulmine. Un déclic! Un momento in cui ho capito che non potevo più rimandare la mia vita. E i miei sogni. E che dovevo tornare a connettermi a me stessa e a tutto ciò che ero io, che viveva dentro me sin dalla mia infanzia.
E dentro me ci sono tutti quei semi, tutti i miei amori, tutta la mia voglia di creare bellezza e gioia.
Mi sono buttata nell’ignoto, senza aver trovato i mezzi. E così sono quattro anni che mi sono ostinata di tornare a quel mondo di prima, a quella vita di prima. Insisto con le mie scelte, di vivere con il poco, ma meglio.
Insisto con il mio sogno.

Eccolo.
Lo "appendo" alla luce, così come fanno i giapponesi con i loro desideri "tanzaku" allegati ai ramoscelli dei bambù.
Cercando di capire quello che sono e cosa vorrei trasmettere di me, condividere con gli altri, contribuire al cambiamento del mondo, attraverso ciò che amo, ho definito due grandi gruppi di amori:
* Uno legato alla Natura – le piante aromatiche, le erbe medicinali, i fiori, i giardini, le tisane, il miele, le verdure, l’orto biologico, gli alberi e i boschi, tutto il vegetale in generale e il suo linguaggio,
* Un altro legato all’Arte – l’illustrazione, le immagini, i libri e gli albi illustrati per bambini, la poesia, la pittura, la fotografia, la creatività in generale.
E voglio unirli in tutt’uno.

Voglio creare un giardino-libreria, un giardino spontaneo di erbe aromatiche, di fiori e ortaggi.
Un giardino con una piccola libreria, con libri selezionati con molta cura, con spazio per piccole mostre, con incontri ispiranti, con mattinate poetiche e serate fotografiche.
Con spazi all’interno della libreria e all’esterno, nel giardino, per leggere libri a piccoli e grandi, per disegnare e dipingere, per seminare e piantare, per imparare a guardare, a osservare, per scoprire il piccolo mondo vegetale, per nutrire la fantasia con immagini, odori e colori, per inventare storie, per creare meraviglie, per costruire mondi.

E tante aiuole nel giardino da percorrere, tanti profumi da annusare, tanti petali da toccare, tanti fiori e foglie da raccogliere, tanti disegni da fare, tanti fogli da tagliare e piegare, tante pagine da riempire, tante parole da seminare.
Me la immagino così la mia vita. In un giardino-libreria.
Me la immagino fortemente, per poterla trasformare in realtà.

Perché voglio far "vedere l’invisibile, afferrare l’intangibile, sentire l’inudibile”.*
Perché voglio trasmettere e condividere la mia sensibilità.
Verso la Natura.
Le piccole cose nascoste in un giardino.
Tra due petali.
O tra le due pagine di un libro.

In cerca del mio posto, in un paese su una collina... e di una persona-collaboratrice che si ritrova in questo sogno...

Blue Nuvola

* scriveva Samuel Reynolds Hole parlando di rose...

lunedì 20 aprile 2020

Il vero poeta

"L'amour est la vraie couleur. La vraie matière de l'art.
Ce que nous possedons, pas ce que nous voyons. C'est ça notre réalité."

L'amore è il vero colore, la vera materia dell'arte.
Ciò che possediamo e non ciò che vediamo, è questa la nostra realtà.

(Marc Chagall)


Marc Chagall, Sulla città (foto dal web)

Oggi vi scrivo di una cosa che trovo molto importante, soprattutto in questi tempi.
Rispondendo a un messaggio stamattina, mi sono resa conto che 99% dei miei interessi e amori provengono dalla mia infanzia e che col tempo sono cambiati pochissimo, si sono arricchiti, tanto, ma girano sempre intorno agli stessi assi. Così divento sempre più consapevole di quanto è stato fondamentale per me avere la mia famiglia e soprattutto i miei nonni, crescere in campagna, tra la natura, con tutta la libertà che ci si poteva avere all'epoca in un Paese comunista, e avere a scuola un insegnante straordinario che mi ha aperto ancora di più la mente, l’anima, lo spirito, e che ha fatto crescere in me ancora di più l’amore per l’arte, per i libri, per la poesia, per la bellezza, per la natura, per l’umanità.

Voglio parlarvi proprio di lui, di Nikos, il mio insegnante di letteratura e lingua bulgara che ho avuto nella scuola media, all’età di 11-14 anni. Si chiamava Dimitris, ma usava sempre il suo pseudonimo poetico Nikos. Così tutti lo chiamavamo Nikos, senza nemmeno usare quel “compagno” (non so nemmeno come tradurlo in italiano, tipo “camarade” in francese) che era obbligatorio all’epoca in Bulgaria per rivolgersi a qualcuno (signore, signora, signorina erano proibiti).

Nikos era nato in Bulgaria, ma era di origine greca, i suoi genitori erano fuggiti dalla Grecia per motivi politici. E anche Nikos era venuto nel paese dove abitavo io con i nonni, come insegnante, perché era stato “espulso” dalla città. Così l’hanno punito di insegnare in un piccolo paese di mille abitanti, niente di bello o particolare, al posto di inviarlo in galera, siccome era anti-comunista. Erano gli anni 1985-1988.

Nikos non voleva che ci alzassimo in piedi quando entrava in classe, parlava con una voce tenera e bassa, e sin dall’inizio riuscì a catturare la nostra attenzione con quello che ci diceva. In letteratura saltava tutti quegli scrittori e poeti “servitori” al partito comunista, e prestava attenzione soltanto a quelli veri, “umani”. Invece in lingua bulgara approfondiva sulla grammatica e voleva che noi sapessimo scrivere in modo perfetto, senza errori.

Ogni sua lezione era una lezione di arte e di bellezza. Era fuori da ogni manuale.
Metteva un vinile di musica classica – Chopin e Liszt erano i suoi preferiti, ci portava tanti libri, leggevamo a voce alta le poesie di Marceline Desbordes-Valmore (chi di voi ha mai sentito di questa poetessa francese?!?), di Anna Achmatova e Marina Tsvetaeva, di Alexander Blok, di poeti bulgari meno conosciuti all’epoca, perché non "convenivano" al Partito. Ci portava tanti album dei musei dell’Hermitage e della Tretyakovskaia Galleria – alcuni li ho anche io, perché c’erano le librerie russe all'epoca, con tutta la letteratura, vinili di musica classica, cartoline illustrate di quei famosi acquerellisti russi, e costavano spiccioli. Così scoprii tanti pittori come Aivazovsky che mi affascinò con il suo mare, Kramskoi con la sua eleganza nei dettagli, mi innamorai di Marc Chagall con i suoi personaggi che volavano nel cielo.

Ogni tanto facevamo passeggiate all'aperto, sulle colline vicino al paese, per andare a vedere i crochi selvatici, e poi tornati a casa, avevamo il compito di scrivere una poesia sui crochi... Oppure ci portava nei musei dei pittori, o al cinema a vedere film come "ABBA", invitava in scuola i suoi amici poeti o traduttori.
Ci portava anche il “Giornale letterario” che in quegli anni riusciva a pubblicare molti articoli sul regime comunista, su Stalin e su tutto ciò che era successo nell’Unione sovietica durante il stalinismo. Così scoprii molte cose, e mi si formò ancora di più quel pensiero critico e spirito libero che tuttora vive in me. Avevamo 11 anni quando Nikos ci diede il compito “Che cosa penso della perestroyka?” (il movimento della riforma di Gorbachiov negli anni ’80). Ci faceva scoprire la verità, la bellezza, la poesia del mondo, ci spingeva a riflettere su tante cose, anche su quelle “proibite”. Ci faceva diventare liberi, sentirsi liberi in un regime in cui la libertà non era tollerata.

A 13 anni avevo una cultura così vasta, ed ero sempre di più appassionata dell’arte e della poesia. In un Paese ancora chiuso, io avevo già gli occhi e l’anima aperti a tante cose “invisibili”.
Grazie ai miei nonni, e grazie soprattutto a lui. Nikos.
Perché lui osava. Osava di essere diverso, di fare ciò che trovava importante, senza seguire le “regole” della società che non andavano bene per la società stessa. Osava di parlare, di dire ciò che pensava anche se rischiava la prigione. Osava di seminare tanta bellezza, di far crescere tanta voglia in noi di cercare, di osservare, di leggere, di imparare, di essere curiosi e di nutrire la nostra curiosità, di saper usare la propria testa e soprattutto di essere liberi.

Nikos non c’è più, è volato via in una bella giornata di estate, in un parco qualche anno fa, quasi dieci ormai, aveva 58 anni... e io non sono riuscita a rivederlo più dopo gli anni alla scuola.
In un'altra bella giornata d'estate di qualche anno fa sono stata a Saint-Paul de Vence, alla tomba di Marc Chagall, e ho espresso tutta la mia gratitudine a Nikos. Di ciò che sono adesso, ancora, dopo tanti anni del suo passaggio nella mia vita.
E tutte le sue poesie che sono ancora in me.

Perché lui era un vero poeta.
Anche se non pubblicava le sue poesie.


Blue Nuvola


mercoledì 15 aprile 2020

Cominciamo a immaginare

"L’immaginazione è lo strumento più potente che hai per creare la vita che vuoi."

(Sandro Formica)


Blue Nuvola, illustrazione-collage, 2019

Alle 5.20 mi svegliano sempre loro. Gli uccelli. Puntualissimi!
In questi giorni sono sempre più forti e insistenti i loro cinguettii. E' una vera esplosione, della primavera e della loro gioia.
Parte il primo, avvia una melodia, aspetta la risposta dell'altro, poi continua insistendo ancora di più sull'onda che deve percorrere la voce purché io possa godere ancora di più il canto, perdendo nel frattempo completamente il sonno. E come dormire in questi tempi così ricchi di bellezza?!?

E così, nel momento in cui nasce il nuovo giorno io mi impegno a immaginare il nuovo mondo.
Come sarà?!?
Nessun'altra cosa o evento finora sono riusciti a fermare il mondo, a sospenderlo così come questo invisibile virus di cui tutti hanno paura. Nemmeno i migliaia di bambini che continuano a morire nelle guerre in questo momento, né i milioni di persone che se ne vanno di malattie causate dall'inquinamento dell'ambiente o di cancro.
Allora dovevamo proprio fermarci. E scoprire la paura che abbiamo dentro di noi.
Di quello che non possiamo vedere.
Di quello che ci dicono e a cui crediamo, senza analizzare un minimo l'informazione, i fonti, senza raggionare.
Di incontrare qualcuno per strada e guardarlo in faccia. Già il fatto che è fuori e sta incrociando la tua strada è una minaccia. E se non porta mascherina e guanti è già da inviarlo in prigione.
Di quello che non possiamo capire. All'era delle tecnologie informatiche andiamo in panico se non possiamo trovare subito le risposte, se non c'è una voce su wikipedia che ci spiega anche questa situazione.
Abbiamo tanta paura.
Paura di vivere.
Forse perché ci siamo resi conto della nostra fragilità.
O della nostra stupidità.
O forse perché non abbiamo capito niente.
Paura dell'ignoto.

Torniamo però all'esercizio che faccio ogni mattina.
Immaginiamo il mondo che vogliamo "dopo", il mondo del domani. (Questo virus ha già diviso il tempo come il Cristo - a.v. e d.v.)
Qualche mese fa ho dovuto lasciare il mio monolocale in Francia e fare scelte non facili del tipo "cosa prendo e cosa regalo o butto via". E' stata quasi una dramma per alcune cose a cui ero affezzionata, come piccoli sassi, foglie e fiori secchi, rametti, pigne e tanto altro, ma non potevo prendere tutta la roba accumulata in sei anni. Quindi buttavo via. La cosa che mi dava sollievo è che regalavo anche tante cose a persone a cui potevano servire, mentre io sentivo un sollievo sulle mie spalle, come se diventassi più leggera.
Allora... cosa buttiamo via dal nostro mondo di prima e cosa portiamo in avanti?
Io me lo auguro così:
* un mondo in cui prevalgono i canti degli uccelli sui rumori che crea la gente
* con meno macchine, meno voli, meno petrolio, meno smog, meno inquinamento
* meno plastica, meno confezione, meno imballaggio, meno cimento, meno costruzioni
* più agricoltura naturale, più animali liberi, più aria pulita, più alberi, più boschi e foreste, più terra che respira
* meno ipocrisia, meno paura, meno guerre, anzi niente guerre!
* un mondo più nudo, più naturale, più semplice e una gente meno dipendente, meno schiava, meno consumatrice, più creatrice
* meno amazon, meno supermercati, meno centri commerciali, meno multinazionali, meno globalizzazione
* più prodotti locali, più piccoli negozi, più piccole librerie indipendenti, più alberi, più giardini, più boschi, più verde
* più diversità, più tolleranza, più rispetto
* meno medicinali e chimica, meno produzione inutile
* più qualità, più responsabilità, più etica, più scelta libera, più sostenibilità
* meno cibo buttato, meno gente che muore di fame, meno bambini malati di cancro
* più gioia e felicità, più empatia e solidarietà.

E voi, come lo volete il mondo del "dopo"?

Cominciamo a immaginare.
Perché poi ci sarà da lavorare.
Da cambiare.
Da costruire.
Da vivere senza paura.

E per me... non smetto di immaginare la mia casa, su una collina al sole... dove potrò seminare le mie idee, i miei sogni, creare un orto-giardino... con una piccola libreria e tanto spazio per bambini... e tanti fiori, e tante piante aromatiche e tanti profumi e risate nell'aria......


Blue Nuvola


Aggiornamento del 16.04.2020:
"Lavorare per creare società di cittadini e non di miserabili consumatori"
(Luis Sepúlveda)


venerdì 10 aprile 2020

Afferrare l’intangibile

"...vedere l’invisibile, afferrare l’intangibile, sentire l’inudibile..."

(Samuel Reynolds Hole)


Malus Royalty

Diceva così il sacerdote e orticoltore inglese un secolo fa scrivendo di rose.
Lo scrivo adesso qui usando le sue parole, dopo un'ennesima volta in questi giorni in cui mi sono resa conto quanta paura ha la gente. Di un virus.
Non di altro. Di un virus invisibile.
E non delle cose ben visibili da tanto tanto tempo...
Come l'aria inquinata, come gli alberi abbattuti dappertutto, le foreste bruciate, le specie scomparse.
Come la frenesia del lavoro che ci fa soffocare.
Come lo smog che non ci permette di respirare.
Come l'abitudine di vivere la nostra vita senza essere felici.
Con tanta polvere su di noi.
Come la follia delle nuove tecnologie che ci uccide.
Lentamente, ma in modo così sicuro.
Essere connessi tutti, in una grande rete virtuale, e non essere connessi a noi stessi.
Siamo bravi a condividere post, video, tante sciocchezze, ad inviare messaggi ogni secondo, essere velocissimi con le dita sulla tastiera, ma quanto siamo bravi a essere felici? A conoscere noi stessi, a sapere ciò che ci rende felici?
A essere curiosi fuori dallo schermo del computer o del cellulare? A osservare, a notare le cose che ci circondano? A stare almeno un attimo soli, senza rumori, senza internet?


In questi giorni di "emergenza" forzata e inventata, avete notato quanto può essere bello fare cose semplici, come:
* Svegliarsi alle 5 di mattina dai canti degli uccellini fuori
* Sentirsi chiamati nel sonno da qualcuno, alzarsi e scoprire la luna proprio di fronte, tra le cime dei due pini, tutta piena, bella, grande, tonda, luminosa
* Alzarsi presto e andare a comprare pane dal fornaio vicino a casa mentre tutta la città sta ancora immobile nel suo sonno, e scambiare qualche sorriso e parola con la commessa, nella calma del mattino ancora incontaminato dalla presenza e dalla paura degli altri
* Uscire ogni giorno a guardare il telegiornale della Natura, cercare di trovare le sue "notizie" e novità, le "dieci differenze" che ci sono rispetto al giorno prima, cosa è sbocciato durante la notte, quale nuovo profumo gira nell'aria, quale nuovo fiore si è svegliato nell'erba....
* Godere le foglie degli alberi che si aprono sempre di più ogni giorno, lasciarsi incantare dal colore verde primavera che innebria l'anima con la sua vitalità
* Fare un giretto negli spazi verdi tra i palazzi, "di nascosto", la sera tardi, quando il mondo si ammutisce ancora di più, occupato della sua cena
* Girare con la testa in su, a 360 gradi, come fanno i bambini, guardando le chiome degli alberi, fino a riempire l'anima di gioia e perdere equilibrio
* Tirare i rametti degli alberi in fiore e far cadere i petali sulla testa come fiocchi di neve, respirando il profumo della primavera
* Leggere un libro senza preoccuparsi del tempo che scorre
* Godersi il silenzio assoluto di domenica mattina?


Basta staccare un attimo dai cellulari, da tutti i pensieri, pure dalla famiglia e dai vicini, per scoprire quanto abbiamo dimenticato di capire noi stessi, di cercare i nostri piccoli momenti di felicità,

di "vedere l’invisibile, afferrare l’intangibile, sentire l’inudibile".

Basta vivere e sentirsi felici di esserci.
Non sappiamo esattamente come è nato questo virus, non sappiamo come finirà tutto questo, non osiamo ancora a immaginare il mondo del "dopo", ma in ognuno di noi c'è una forza invisibile per superare le difficoltà, il nostro corpo e la nostra anima hanno tutti i mezzi per vincere anche questo virus.
Senza averne paura.
L'invisibile è riuscito a fermarci, torniamo sempre all'invisibile, ma quello bello, per rialzarci.
E RI-inventarci la vita.
E il nostro mondo.
Senza tornare a quello di "prima".

Blue Nuvola


domenica 22 marzo 2020

La leggerezza italiana

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore."

(Italo Calvino)


Foto: Sonia Borghi

Continuo a fare collage con carta da riviste, quelle di pubblicità o gratuite che prendo dai negozi biologici, così la mia mente si occupa di qualcosa di così piccolo e negligente che si rilassa, vagando altrove, senza pensieri.
Gli ultimi giorni mi ispiro dalle foto che mi manda una mia amica qui, Sonia, quella che è capace di fare sorprese in continuo e creare all'infinito...


E' la donna più creativa che abbia mai visto. La sua casa è così accogliente, con ogni suo angolo arredato con tanta cura e amore.
Ma oggi.. oggi vorrei parlarvi del suo modo di regalarsi un attimo di leggerezza, a fare uno stacco dai compiti e dai servizi giornalieri da casalinga e da donna creativa.
Il suo modo di prendere un cappuccino, tutta sola, nella pausa della mattina o del pomeriggio.
Scegliersi un piccolo tovagliolo, creato a mano ovviamente, prepararsi il cappuccino come si deve, con la schiuma di latte da stare in perfetto equilibrio sul bordo della tazza, aggiungere un vasetto di fiori sul tavolo, o un libro, o qualcosa di bello da guardare, da sfogliare, da far volare via la pesantezza del lavoro o dei pensieri...
E godersi il momento. Soprattutto questo.
Godersi pienamente il momendo, il concedersi un attimo tutto suo, tutto bello e leggero, in piena calma.
Per continuare poi con una nuova ispirazione ed energia.
Non ho mai visto un'altra persona regalarsi un cappuccino o un caffè così. A sè stessa. Da sola.
Lo facciamo tutti per gli amici e le amiche, per la famiglia... ma per sè stesso(a) chi di voi lo fa, in un modo così bello?

Foto: Sonia Borghi

Ecco, la mia amica è così, e secondo me rispecchia tanto lo spirito italiano, quello spirito da sempre creativo, leggero e nello stesso tempo anche profondo.

Fermate un attimo gli occhi... e pensate a tutte le città italiane, a tutti i monumenti, a tutte le chiese e cattedrali, a tutte le case, a tutti i borghi e vicoli, a tutti gli artisti, a tutti i dipinti, a tutte le sculture, a tutti gli ornamenti e decorazioni, a tutti i film, alla musica italiana, alle poesie, a tutte le filastrocche, pensate a tutto quello spirito che ha creato in anni, secoli, milenni tutta la bellezza in questo paese.
E ne rimarrete stupiti.
L'ho sempre detto e sostenuto in tanti tanti anni, a me basta girare l'Italia, non il mondo.
Perché l'Italia è un universo.
Mi perderei in ogni angolo, in ogni luogo, in ogni regione... per anni.
Per tutta una vita.
E non sarà sufficiente una vita.
Per scoprire non soltanto la bellezza della natura, ma soprattutto quello spirito creativo che a me affascina tanto, attira, intriga, rapisce, sconvolge, impressiona, magnetizza, incanta, conquista...


"Avrai tu l'universo, resti l'Italia a me."
You may have the universe if I may have Italy.
(Giuseppe Verdi)

Blue Nuvola

venerdì 20 marzo 2020

Un grido alla primavera

"Dammi odoroso all’alba un giardino di fiori bellissimi
dove io possa camminare indisturbato."

(Walt Whitman)


Blue Nuvola: piccolo libro fisarmonica, 2019

In questi giorni sento più che mai la voglia, quella vecchia voglia di tornare a vivere in campagna, come nella mia infanzia, creare il mio giardino-orto e godere il silenzio della Natura.
Placare tutta la rabbia accumulata in tanti anni di una vita frenetica, in corsa sempre per il lavoro fino al punto di dimenticare... me stessa!
Addolcire la mia anima.
Abbracciare il mio cuore.
Tornare a vivere con la semplicità della vita quotidiana di una volta.
Senza orologio.
Con l'unico compasso quello dentro di me. E quello della Natura.
E con le tasche riempite di semi. Da seminare. Da far crescere piante, legami con l'universo, rumori di petali che si aprono e sussurri di frutti che maturano...

Mentre fuori è primavera io sto a casa a tagliare carta di riviste e creare collages. A mano libera, senza disegnare, senza rifletterci prima. Lascio la mia mano scegliere le curve che vuole seguire e le dita danzare con le forbici sulla carta. E la mente errare nei boschi.
Cercare i colori, le sfumature.. quelle che attirano l'occhio. Sfogliare più volte le stesse riviste. Tornare di nuovo sulle stesse righe, sulle stesse pagine. Tagliare una parola. E poi ricominciare.
Un altro pezzo di carta e il collage prende forma.
Un'altra parola e la frase commincia a "parlare".
Inventare con il poco che ho in questo momento. Due-tre riviste, un paio di forbici, una colla.
Un vento dentro di me per sfogliare, sfogliare, sfogliare all'infinito le stesse pagine.
E tanta voglia di gridare.
Gridare alla primavera, invitarla, pregarla di entrare dentro la mia camera.

Non mi piace tagliare i fiori, ma oggi li ho raccolti nella mia fantasia per metterli in vaso e godere il loro profumo.
Per chiuderli a casa.
E sentirmi felice.


Perché vivere è osare di essere felici.
Come scritto nel libriccino sopra, con parole trovate "per caso".

Vi regalo la mia primavera di oggi.
Blue Nuvola


lunedì 16 marzo 2020

Le poesie degli alberi

"Anche gli alberi a primavera scrivono poesie.
E gli stupidi pensano che siano dei fiori."

(Donato Di Poce)



Una "scappata" da casa ai tempi di corona virus... Uscire fuori e respirare il profumo degli alberi... è più che bello e ispirante! E' da brividi!!
Un paesaggio surreale nelle città di questi ultimi giorni, ma con tanto aspetto positivo - apro la finestra la mattina e respiro un'aria molto più fresca e pulita, un bel silenzio che si posa sui tetti, per le strade, nei cortili e nei palazzi... c'è spazio per la mente e per l'anima, tanto spazio per volare, per respirare, per creare, per vivere...
E' paradossale come un virus che colpisce la respirazione, ci regala proprio questo "effetto" nelle città - avere aria meno inquinata e respirare meglio!

Leggendo in questi giorni il libro "Abbracciare gli alberi" di Giuseppe Barbera, mi sono imbattutta in questa domanda:
"L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l'aria, ha impedito il libero spazio... Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!" (Zeno Cosini)
Se siamo in grado di fermare in un attimo quasi tutto il mondo a causa di un virus, come mai non siamo capaci di fermare tante altre cose che ci uccidono veramente e costantemente?!? Come non andiamo in panico per i bambini che muoiono di cancro ogni anno negli ospedali, ben nascosti dalla società, come mai non ci preoccupiamo di quello che mangiamo, della mancanza di "spazio" e "aria", delle condizioni in cui soffochiamo ogni giorno, credendo di vivere... Perché non ci mettono in paura queste cose?
Si muore di più dall'aria inquinata che dai virus!


Il meglio che questo virus può fare per noi è insegnarci a lavorare sui veri problemi che abbiamo, a cambiare il nostro raggionamento e stile di vita...
E chi se non loro ci salveranno, con le loro poesie, la loro intelligenza, la loro capacità di "contrastare le avversità in tempi sorprendentemente rapidi e con grande efficienza"...?
Quelli che sanno rifiorire dopo ogni tempesta, dopo ogni inverno...
(Ammesso che noi permetteremo a loro di salvarci.)


"La quercia chiese al mandorlo: parlami di Dio.
E il mandorlo fiorì."
(Nikos Kazantzakis)


Blue Nuvola

giovedì 12 marzo 2020

100 bandiere per i diritti / Flags4Rights

"I bambini sono degli enigmi luminosi."

(Daniel Pennac)



I bambini riescono sempre a stupirci, con il loro modo di percepire le cose, di scoprire il mondo, di raggionare sulle grandi domande della vita, di trovare "spiegazioni" e risposte con una logica disarmante, di seguire arduamente ciò che desiderano, di vedere oltre a ciò che vedono gli occhi degli adulti, di oltrepassare i confini con la più spontanea semplicità.


Qui alcune immagini della mostra a cielo aperto a Reggio Emilia questi ultimi mesi, con i 100 disegni di bambini e ragazzi di vari paesi del mondo, in occasione del 30 anniversario della convenzione dell'ONU per i diritti dell'infanzia.
Molti di quei bambini hanno creato i disegni in campi di rifuggiati, quindi immaginate la creatività anche in condizioni simili. I bambini riescono sempre a stupirci...
Celebriamo la loro immaginazione, la loro forza, la loro fantasia!


Passeggiare sotto queste bandiere "per i diritti" che esprimono molto di più di diritti è qualcosa che riempie di sole l'anima, fa sorridere gli occhi e sentirsi più leggeri, proprio come un bambino.


Vi lascio il messaggio scritto su uno dei disegni:
"La PACE serve a stare bene insieme."

Cercate la pace dentro di voi, custoditela, condividetela, proteggetela, e state bene.
Insieme.
Come sanno fare i bambini.

Blue Nuvola

mercoledì 11 marzo 2020

Racconti dal bosco di Borzano (3)

"Un minuto di primavera
dura spesso più a lungo
di un’ora di dicembre
una settimana di ottobre
un anno di luglio
un mese di febbraio."

(Jacques Prévert)



Respirare.
La tranquillità del bosco.
Meravigliarsi delle nuove fioriture
pronte di uscire dal sonno invernale.
Alcune più veloci, precoci.
Abbracciare un albero.
Volare con gli occhi sopra le colline.


Fermarsi a sentire il canto degli uccelli al tramonto.
Rimanere stupiti.
Dalla bellezza con cui la giornata se ne sta andando.
Dalla luna piena
che si posa su un ramo a vegliare su di noi sulla strada del ritorno.


Vivere. Camminare. Riempire la giornata. Dormire in calma.
In un momento in cui la vita sembra sospesa...


PS: ...e infatti, dopo questa ultima passeggiata domenicale la vita si è proprio sospesa, come la luna sul rametto... a "dondolarsi" nello spazio...
C'è molto di positivo anche in tutto questo che stiamo vivendo adesso, un momento di silenzio e di riflessione... chissà se ne usciremo un po' più... saggi?!??

Blue Nuvola


martedì 10 marzo 2020

Scelte radicali - l'orto underground

"L’orto è il luogo magico dove si imparano, senza accorgersene,
la geometria, la botanica, la cucina, la pittura, l’ecologia e la gioia di vivere."

(Fabrizio Caramagna)


Foto dalla pagina facebook di Orti di Santa Chiara

Quando mi capita di imbattermi in un evento quasi "per caso", di scoprire un bello spazio in centro città, ma di non essere sicura di essere capitata sul posto "giusto", vedendo il pubblico in età un po' più "matura" della mia, esitando all'ultimo momento di rimanerci, chiedendo pure informazioni alla persona organizzatrice dell'evento... avendo paura che si trattasse solo di cucina (che a me non ispira molto)... e invece... invece ci resto, e scopro un evento come mai prima. E tanto altro...
Una straordinaria degustazione di piatti squisitissimi alla base di ortaggi radici come la barbabietola, la carota, lo zenzero, i ravanelli... presentati tutti in modo elegante, serviti con tanta dolcezza e sorriso dalle donne del gruppo; un discorso dal punto di vista biologico, storico, culinario... intorno alle radici; le scelte radicali da fare nella vita; le nostre radici e la nostra identità....
Insomma, radici a 360 gradi!


E tutto questo preparato, presentato e organizzato con la massima cura di ogni dettaglio da un gruppo che si chiama ORTI DI SANTA CHIARA, di Reggio Emilia, che coltivano il loro orto in città e creano eventi di una impressionante qualità:
"Orti di Santa Chiara è un gruppo di progettisti e persone dalla sensibilità e formazione diversa aggregate da un progetto comune: rigenerare un frammento di città per ridonarlo ai cittadini, ovvero la piazza-giardino retrostante lo Spazio Gerra."

Nella lista dei piatti da degustare c'erano:
* focaccine di carote e zenzero e * focaccine alla rapa rossa
* spuma di barbabietola su tortillas di mais
* pasticcini di ravanelli
* ravioli di barbabietola
* tortino di sedano di Verona
* dadolata di radici
* torta alle carote e nocciole e * torta di barbabietole e cacao
* biscotti alla curcuma, * biscotti di sedano rapa e * biscotti alla carota


Vi lascio immaginare il profumo e il sapore di ogni piatto degustato da me in quel pomeriggio del 23 febbraio prima che la vita si "fermasse" per un po' qui e gli eventi si rimandassero per un periodo migliore...
Intanto, io non posso più dire che la cucina non mi interessa! Anzi, adesso mi affascina... e non può essere altro in Italia... qui la cucina è arte. Ammiro la cura con cui gli italiani creano tutto!

Grazie Anna e Gian Franco Gasparini,
per la passione e la creatività con cui mi avete abbracciato in quel pomeriggio tardi di febbraio, alle mie prime scoperte a Reggio Emilia!


Qui troverete i siti degli Orti di Santa Chiara:
https://www.facebook.com/ortidisantachiara/
https://www.spaziogerra.it/orti-di-santa-chiara/

Questo è stato il programma:

RADICI E RADICI
Dalle radici culturali alle radici commestibili

L’ORTO CHE NON SI VEDE
I numerosi tesori invisibili dell’orto

LE RADICI VIRTUOSE
Considerazioni sulle virtù delle radici alla radice della salute

ASSAGGI RADICALI
alla scoperta di gusti inusuali con le preparazioni del gruppo Orti di Santa Chiara e Daddy’s Bread

Partecipano all’incontro gli esperti
Villiam Morelli, Vincenzo Bigliardi e Massimo Montanari

Degustazione di preparazioni a base di radici
a cura del gruppo Orti di Santa Chiara e Daddy's Bread
(Degustazione ad offerta libera)

...e alla fine i consigli di libri:


PS: C'è stata un'altra straordinaria scoperta per me durante questo evento... ma per il momento vi tengo in "suspens"... Quando le cose capitano per caso, ma non a caso...

Blue Nuvola

lunedì 9 marzo 2020

Immagina un bosco / Imagine a forest

"Un albero piccolo ha voglia di crescere
per scoprire se è un albero di mele, di pere o di banane..."
A little tree wants to grow up to find out
if it's an apple tree, or a pear tree, or a banana...

(Viola, 5 anni/5 years old)



Dagli ultimi giorni di febbraio fino a tuttora tante vetrine dei negozi qui, a Reggio Emilia, sono allestite con i bellissimi disegni dei bambini degli asili comunali, sotto il motto "Immagina un bosco/Imagine a forest".
Tutti i disegni fanno rifflettere, provocano con i loro dettagli, con la loro stupefancente semplicità, con le frasi che i bambini hanno condiviso sugli alberi, sulle radici, sul tronco, sulle foglie... sul seme in cui sta tutta la forza della pianta!


L'invito di fare il giro di tutti i negozi è più che divertente e bello - regalarsi un pomeriggio ad esempio e fare la passeggiata in centro, in scoperta della fantasia dei bambini. Si parte da una immagine, da una frase... e la voglia di vedere, di leggere le prossime è irresistibile!


Qui trovate la pagina dedicata all'evento:
https://eventi.comune.re.it/eventi/evento/immagina-un-bosco-proiezione-video-e-installazione-2020/

..e qui potete vedere tutti i disegni dei bambini che hanno partecipato a questa mostra in vetrina dei negozi dei Reggio Emilia:
Video Immagina un bosco


Approfitatene... godetevi tutta questa bellezza che hanno creato i bambini, ispiratevi ad andare nei boschi e contemplare il loro silenzio, il piccolo mondo delle creature che ci vivono, osservate con gli occhi di un bambino ogni foglia, ogni tronco... accarezzateli... oppure sedetevi comodi sulla poltrona a casa, chiudete gli occhi e semplicemente immaginate un bosco...

"La vita e la morte stanno insieme tutti i giorni."
Life and death stay together every day!
(Sebastiano, 5 anni/5 years old)
Blue Nuvola

Aggiornamento del 27.03.2020:
Mi sono imbattuta in questo bellissimo video con tutti i disegni dei bambini di questo progetto, insieme alle loro voci: